Verso il Giubileo/4. Aggiungi un posto a tavola, anche quando non è facile...

scritto da Laura Badaracchi il 04/12/2015 in Chiesa, Papa Francesco, solidarietà, Natale, Giubileo | lascia un commento

Mancano solo quattro giorni all’inizio ufficiale del Giubileo della misericordia, con l’apertura della Porta santa della basilica petrina.Con un'eccellente anticipazione nella cattedrale di Bangui, nella Repubblica Centrafricana, domenica 29 novembre.

A questo papa Francesco piace proprio spalancare le porte, sante o no che siano. E mentre impazzano in tv i jingle sul Natale consumistico, i credenti sono chiamati ad aprire le proprie porte di casa, ognuno nel proprio piccolo. E non solo perché comincia l’Anno santo o perché le festività natalizie si avvicinano.

Quello di aprire le porte di casa e delle parrocchie, non solo in senso figurato, dovrebbe essere uno “sport” praticato fra i cattolici. Come quello di aggiungere un posto a tavola, non solo a Natale. Perché miriadi di associazioni – non proprio miriadi, forse, ma diverse – propongono pranzi di Natale solidali a cui contribuire con generi alimentari o come volontari. Diffusa ...

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Verso il Giubileo/3. Accarezzare e guardare negli occhi poveri, malati, esclusi, antipatici

scritto da il 09/11/2015 in nessun tag | lascia un commento

Una carezza sul viso: gesto vintage? Quale cristiano la fa almeno una volta alla settimana, non sul proprio partner? Per ricordarle, le sette opere di misericordia corporale “classiche” recitano, molto prosaicamente: dar da mangiare agli affamati; dar da bere agli assetati; vestire chi ha bisogno di indumenti; alloggiare i pellegrini; visitare gli infermi; visitare i carcerati; seppellire i morti. Non viene indicato il “come” farle, lo stile, l’atteggiamento, la disposizione interiore: elementi lasciati alla coscienza individuale. Si può avere il coraggio di guardare negli occhi una persona povera, che magari ti giudica perché tu non lo sei. Si può avere l’ardire di dare una carezza al bambino rom che ti chiede l’elemosina. Si può tentare una stretta di mano calorosa a un detenuto che vai a trovare anche se non lo conosci personalmente. Si può sorridere con gli occhi e con la bocca a migranti che dormono per strada. Si può ...

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Verso il Giubileo/2. Come accompagnare all’altare i separati e i divorziati

scritto da Laura Badaracchi il 23/10/2015 in famiglia, parrocchie, Sinodo, messa, comunione, separati, divorziati, gesti, gay | lascia un commento

separati 1Il Sinodo della famiglia si sta avviando alla conclusione. Fra gli argomenti più rimbalzati sui media generalisti, che semplificano ogni questione con una frase secca, c'è il problema di concedere o meno la comunione ai divorziati risposati, oltre alle coppie gay. Non mi inoltro in un tema teologicamente complesso, ma in prassi facili e concrete.

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Verso il Giubileo/1. Abbattere le barriere (anche linguistiche) delle parrocchie

scritto da Laura Badaracchi il 14/10/2015 in migranti, disabili, Lourdes, misericordia, Giubileo, barriere, sordi, miracolo | lascia un commento

barriereMancano due mesi scarsi all’inizio del Giubileo della misericordia. E resta ancora molto da fare perché le comunità ecclesiali siano davvero inclusive, accoglienti, con le braccia aperte. Capaci di offrire pari opportunità di accesso a tutti i credenti, compresi quelli con disabilità. Occorre rimboccarsi le maniche, oltre che le menti e i cuori, e darci dentro anche con mattoni, calce e cazzuola.

Sì, perché ancora molte parrocchie e chiese d’Italia non sono provviste di scivoli per le sedie a ruote, o ascensori o pedane, che possano consentire l’ingresso “universale” alla Messa della domenica, per esempio. Anche ai passeggini e alle carrozzine dei neonati, così a chi porta le stampelle o un tutore per un incidente.

Che dire, poi, delle Messe segnate per i sordi? Ancora poche, pochissime. La Lis è parlata da pochi sacerdoti, suore e operatori pastorali in grado di tradurre il “parlato” in ...

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Se il voto di povertà si annacqua: proposta alle suore per liberarsi del superfluo

scritto da Laura Badaracchi il 08/10/2015 in migranti, povertà, solidarietà, poveri, preti, suore, sobrietà, vita religiosa, voto, noviziato, beneficenza, missioni, seminaristi, superfluo | lascia un commento

Sobrietà, povertà, essenzialità: nella vita religiosa non sono un vezzo sinistrorso o una moda passeggera, ma un voto professato. Il voto di povertà, appunto. Che viene rosicchiato dalla quotidianità, se manca l’attenzione necessaria, e scivola nella comodità. In uno stile di vita che tende all’accumulo invece che alla donazione di sé e delle proprie cose. Invece della spoliazione, la vestizione: troppi cambi d’abito, troppi oggetti di cui si può fare a meno, troppo di tutto, in una voracità compulsiva senza fine.

È un rischio che corrono anche i laici, per carità. Ma ho davanti agli occhi esempi di suore quasi scarnificate dalla loro povertà, perché non dettata dal rigorismo ma da una oblazione autentica di loro stesse che risplendeva per femminilità e maternità spirituale, e al contrario testimonianze negative di coloro (preti, suore, religiosi, seminaristi) che si lasciano appesantire dalla zavorra, fino a dimenticare il senso profondo della ...

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Quelle famiglie "difettose" e imperfette di cui parlare al Sinodo

scritto da Laura Badaracchi il 02/10/2015 in preti, famiglia, Matrimonio, Sinodo, suore, adolescenti, ex preti, ex suore, Badanti | lascia un commento

Domenica 4 ottobre inizierà il Sinodo dei vescovi sulla famiglia, tra polemiche e divisioni intra-ecclesiali. Dispiace che il numero di donne uditrici sia basso, così come quello dei laici e delle famiglie. Dispiace che in una Chiesa collegiale e sinodale voluta da papa Francesco la voce di chi vive sulla propria pelle le dinamiche familiari (come padre, madre, figlio, figlia, nonno, nonna, nipote) sia marginale e periferica.

Al netto di ogni critica e retorica sulla famiglia, e delle polemiche/strumentalizzazioni che hanno accompagnato la preparazione del Sinodo (comunione eucaristica ai divorziati risposati sì o no, unioni o nozze gay sì o no), provo a elencare alcune semplici considerazioni che possono essere valide per ogni credente e comunità cristiana, chiamati a vivere quella misericordia che il Giubileo alle porte ci richiama a incarnare.

Accogliere la vita nascente significa pure non licenziare una badante o baby-sitter o colf ...

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Cura del creato: se per i cristiani la coscienza civica si ferma… al cassonetto

scritto da Laura Badaracchi il 31/08/2015 in Papa Francesco, Bergoglio, diocesi, creato, natura, bene comune, enciclica, Laudato si', peccato, confessione, Rete interdiocesana nuovi stili di vita | lascia un commento

creato2Lo confesso: non ho ancora letto per intero l’enciclica Laudato si’ di papa Francesco. Ma concordo con lui di default. Soprattutto con il fatto che bisogna vivere in prima persona quello che si professa per fede. Allora la tutela del creato e l’abbraccio agli esseri viventi, tutti, diventano una faccenda complicata, un argomento che ti mette all’angolo e implica scelte quotidiane, centellinate.

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Altro che surreale: il funerale di Casamonica è fin troppo vero. E grave

scritto da Laura Badaracchi il 21/08/2015 in Chiesa, mafia, Periferie, Casamonica, funerale, mafia capitale, evangelico, scomunicati, mafiosi, esequie, salma | lascia un commento

FrancescoCozzolinoQuello che è successo ieri nella parrocchia di San Giovanni Bosco mi fa male, personalmente. In quella chiesa, a 14 anni, ho ricevuto la cresima. In quella chiesa ho detto addio a persone molto care, ho partecipato a battesimi. Fino al 1982 vivevo in quel quartiere. Quando ci torno sento ancora adesso aria di casa, anche se sono passati 33 anni.

Allora vedere ieri quel funerale osceno mi ha ferito dentro, nell'anima. Guardare e ascoltare cosa è successo in quella piazza mi ha scalfito come cittadina, come cristiana, come donna.

Amo la periferia e le periferie con le loro storture che sono anche mie, ci sono cresciuta in quell'ambiente. Per questo non accetto che si dica "non sapevo", "non sapevamo". È indecente, oltre che assurdo. È immorale, ma soprattutto è un insulto alla saggezza popolare, a quello che si respira nei vicoli del ...

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Una parrocchia con le porte aperte e in uscita: utopia di papa Francesco o realtà possibile? Cronaca (semi-autentica) di una trasformazione auspicata

scritto da Laura Badaracchi il 29/05/2015 in Fragilità, Papa Francesco, migranti, laici, volontari, parrocchia, Senza dimora, porte aperte, uscita, disoccupati, utopia, pentecoste, periferia, ascolto, bisogni, contratto, Braille, raccolta differenziata, adorazione | lascia un commento

Dopo la Pentecoste, mi contatta un parroco. Di periferia, certo. Mi invita a visitare la sua chiesa, avvisandomi che ci vorrà almeno una giornata. “Sa, abbiamo anche un centro di accoglienza per i padri separati, una casa famiglia per i migranti, poi una unità di strada permanente per le persone senza dimora e i giovani impegnati in varie attività di volontariato”, anticipa un po’ timidamente. Incuriosita, accetto di andare a trovarlo il giorno seguente. Nella casa canonica, un piccolo appartamento accogliente, m’imbatto in una collaboratrice domestica moldava, Nina, che ci tiene a precisare: “Ho un contratto part-time a tempo indeterminato, sono stata fortunata”. Don Paolo mi accoglie con un sorriso, jeans e clergyman al collo. “Mi scusi se sono un po’ assonnato: ieri sera, dopo l’adorazione eucaristica, con i giovani siamo andati a incontrare le persone senza dimora per distribuire bevande calde e panini. Però soprattutto ci abbiamo parlato, cercando di ...

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Oscar Romero e gli altri santi nascosti, da raffigurare in mezzo la gente

scritto da Laura Badaracchi il 22/05/2015 in Papa Francesco, oratori, fede, parrocchie, conventi, Romero, Oscar Arnulfo Romero, santi, chiese, storia, beatificazione, beato, gente, testimonianza, santità, incarnato | lascia un commento

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Domani 23 maggio monsignor Oscar Arnulfo Romero, arcivescovo di San Salvador ucciso il 24 marzo 1980 mentre celebrava la Messa, sarà beatificato a San Salvador. 

Avviato nel ’97, il processo canonico si era arenato, ma papa Francesco ha dato la svolta definitiva, dando voce alla fede del popolo che fin dal giorno della sua uccisione lo aveva proclamato martire e santo. Vorrei riflettere un po’ su questo riconoscimento non solo istintivo e viscerale, ma profondamente cristiano, che il popolo di Dio fa dei santi. E sul fatto che i santi “popolari” in America Latina vengono raccontati nei murales e nei dipinti all’interno di chiese e cappelle non in pose ieratiche, lontane dalla vita quotidiana. Sono nell’iconografia popolare, circondati da persone e da case, immersi nel contesto storico in cui hanno dato la propria esistenza. 

Succede anche in Africa, dove la Madonna è nera e ...

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