Archive for tag: religiose

Contagiati dalla connessione perpetua, il “prossimo” è sempre più viruale

scritto da il 15/02/2015 in Facebook, religiose, preti, laici, Vangelo, suore, movimenti, Sacerdoti, connessione, sindrome, web, computer, smartphone, sensi, vista, tatto, tastiera, sms, mail, chat, religiosi, cristiani, media, Antonio Pascale | lascia un commento

pretiSembrerà paradossale, ma forse esisteva maggiore comunicazione quando funzionava tramite piccioni viaggiatori o messaggi affidati al mare in una speranzosa bottiglia. Non sto scherzando. L'iperconnessione genera in modo compulsivo-ossessivo una proliferazione di parole lanciate nel mare magnum di web, smartphone e computer che si perdono in un magmatico nulla. Fra i cinque sensi, la vista prevale di netto sull'udito (e sull'ascolto), gusto e olfatto restano sullo sfondo degli schermi perennemente accesi. E il tatto? Virtuale. Al massimo sulla tastiera si possono pigiare elementi freddi, di plastica. Sì, a volte la batteria scalda un po', ma anche questa definirla emozione tattile sarebbe preoccupante.

E allora? I contatti a migliaia? Gli amici su Facebook? Gli sms e le mail a cui non si risponde più per mancanza di tempo (e di educazione, aggiungo)? Le chat comuni che diventano una specie di riunione condominiale? What's app in cui emoticon, foto e ...

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Gli invidiosi che vorrebbero le suore solo chiuse in convento

scritto da Laura Badaracchi il 21/06/2014 in suor Cristina Scuccia, convento, religiose, preti, tv | lascia un commento

Chi l’ha detto che le suore devono restare chiuse in convento? Avanza o riemerge una cultura maschilista per cui i preti possono evangelizzare in discoteca, incidere dischi, andare in televisione, mentre le religiose dovrebbero attenersi alle “mansioni” tradizionali (di sacrestane, ecc.) in cui vuole confinarle l’immaginario collettivo, non solo cattolico? Domande che continuano ad affiorarmi dentro da quando ho assistito al linciaggio mediatico di suor Cristina Scuccia, vincitrice del talent “The Voice”. Invidie velenose da parte di “colleghi” cantanti già famosi o in erba, ma anche veementi accuse di protagonismo formulate da non credenti e credenti che la esortavano con parole volgari, offensive e spesso triviali a ritirarsi a vita “privata”. A cantare, al massimo, nel coro parrocchiale. O a insegnare musica all’asilo. Fatta sempre salva la libertà di opinione, forse va chiarito un equivoco di fondo. In clausura vivono soltanto quelle consacrate che fanno uno specifico voto e che scelgono ...

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