Archive for tag: raccolta differenziata

Raccolta differenziata nelle parrocchie? Dovrebbe essere ovvia, non un’eccezione

scritto da Laura Badaracchi il 03/05/2016 in parrocchie, rifiuti, scuola, raccolta differenziata, convivenza, catechismo, eccezione, regola, educazione civica | lascia un commento

Forse al catechismo, oltre alle parabole evangeliche, bisognerebbe insegnare un po’ di educazione civica, per imparare le regole-base della convivenza umana (quindi anche cristiana)

raccolta differenziata nelle parrocchie? Dovrebbe essere ovvia, non un’eccezione 

A scuola ho studiato educazione civica e fin da bambina ricordo gli schiaffi di mio padre sulle mani se lasciavo scivolare a terra, ovunque fossi (a casa o per strada) l’involucro di una caramella: «Si tiene in mano e si butta nel cestino», la risposta perentoria. Ben prima della raccolta differenziata viene la raccolta dei rifiuti, invece di spargerli colpevolmente al di fuori del proprio uscio, «tanto non ci abito su questa strada o in quel luogo». I pericoli d’inciviltà acuta si annidano anche in parrocchie, santuari, chiese e oratori. Dove i fedeli riuniti per banchettare, festeggiare, brindare o fare incontri con rinfresco corrono via prima di sparecchiare a dovere. E prima di gettare i rifiuti seguendo i dettami della ...

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Una parrocchia con le porte aperte e in uscita: utopia di papa Francesco o realtà possibile? Cronaca (semi-autentica) di una trasformazione auspicata

scritto da Laura Badaracchi il 29/05/2015 in Fragilità, Papa Francesco, migranti, laici, volontari, parrocchia, Senza dimora, porte aperte, uscita, disoccupati, utopia, pentecoste, periferia, ascolto, bisogni, contratto, Braille, raccolta differenziata, adorazione | lascia un commento

Dopo la Pentecoste, mi contatta un parroco. Di periferia, certo. Mi invita a visitare la sua chiesa, avvisandomi che ci vorrà almeno una giornata. “Sa, abbiamo anche un centro di accoglienza per i padri separati, una casa famiglia per i migranti, poi una unità di strada permanente per le persone senza dimora e i giovani impegnati in varie attività di volontariato”, anticipa un po’ timidamente. Incuriosita, accetto di andare a trovarlo il giorno seguente. Nella casa canonica, un piccolo appartamento accogliente, m’imbatto in una collaboratrice domestica moldava, Nina, che ci tiene a precisare: “Ho un contratto part-time a tempo indeterminato, sono stata fortunata”. Don Paolo mi accoglie con un sorriso, jeans e clergyman al collo. “Mi scusi se sono un po’ assonnato: ieri sera, dopo l’adorazione eucaristica, con i giovani siamo andati a incontrare le persone senza dimora per distribuire bevande calde e panini. Però soprattutto ci abbiamo parlato, cercando di ...

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