Archive for tag: preti

Se il voto di povertà si annacqua: proposta alle suore per liberarsi del superfluo

scritto da Laura Badaracchi il 08/10/2015 in migranti, povertà, solidarietà, poveri, preti, suore, sobrietà, vita religiosa, voto, noviziato, beneficenza, missioni, seminaristi, superfluo | lascia un commento

Sobrietà, povertà, essenzialità: nella vita religiosa non sono un vezzo sinistrorso o una moda passeggera, ma un voto professato. Il voto di povertà, appunto. Che viene rosicchiato dalla quotidianità, se manca l’attenzione necessaria, e scivola nella comodità. In uno stile di vita che tende all’accumulo invece che alla donazione di sé e delle proprie cose. Invece della spoliazione, la vestizione: troppi cambi d’abito, troppi oggetti di cui si può fare a meno, troppo di tutto, in una voracità compulsiva senza fine.

È un rischio che corrono anche i laici, per carità. Ma ho davanti agli occhi esempi di suore quasi scarnificate dalla loro povertà, perché non dettata dal rigorismo ma da una oblazione autentica di loro stesse che risplendeva per femminilità e maternità spirituale, e al contrario testimonianze negative di coloro (preti, suore, religiosi, seminaristi) che si lasciano appesantire dalla zavorra, fino a dimenticare il senso profondo della ...

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Quelle famiglie "difettose" e imperfette di cui parlare al Sinodo

scritto da Laura Badaracchi il 02/10/2015 in preti, famiglia, Matrimonio, Sinodo, suore, adolescenti, ex preti, ex suore, Badanti | lascia un commento

Domenica 4 ottobre inizierà il Sinodo dei vescovi sulla famiglia, tra polemiche e divisioni intra-ecclesiali. Dispiace che il numero di donne uditrici sia basso, così come quello dei laici e delle famiglie. Dispiace che in una Chiesa collegiale e sinodale voluta da papa Francesco la voce di chi vive sulla propria pelle le dinamiche familiari (come padre, madre, figlio, figlia, nonno, nonna, nipote) sia marginale e periferica.

Al netto di ogni critica e retorica sulla famiglia, e delle polemiche/strumentalizzazioni che hanno accompagnato la preparazione del Sinodo (comunione eucaristica ai divorziati risposati sì o no, unioni o nozze gay sì o no), provo a elencare alcune semplici considerazioni che possono essere valide per ogni credente e comunità cristiana, chiamati a vivere quella misericordia che il Giubileo alle porte ci richiama a incarnare.

Accogliere la vita nascente significa pure non licenziare una badante o baby-sitter o colf ...

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Contagiati dalla connessione perpetua, il “prossimo” è sempre più viruale

scritto da il 15/02/2015 in Facebook, religiose, preti, laici, Vangelo, suore, movimenti, Sacerdoti, connessione, sindrome, web, computer, smartphone, sensi, vista, tatto, tastiera, sms, mail, chat, religiosi, cristiani, media, Antonio Pascale | lascia un commento

pretiSembrerà paradossale, ma forse esisteva maggiore comunicazione quando funzionava tramite piccioni viaggiatori o messaggi affidati al mare in una speranzosa bottiglia. Non sto scherzando. L'iperconnessione genera in modo compulsivo-ossessivo una proliferazione di parole lanciate nel mare magnum di web, smartphone e computer che si perdono in un magmatico nulla. Fra i cinque sensi, la vista prevale di netto sull'udito (e sull'ascolto), gusto e olfatto restano sullo sfondo degli schermi perennemente accesi. E il tatto? Virtuale. Al massimo sulla tastiera si possono pigiare elementi freddi, di plastica. Sì, a volte la batteria scalda un po', ma anche questa definirla emozione tattile sarebbe preoccupante.

E allora? I contatti a migliaia? Gli amici su Facebook? Gli sms e le mail a cui non si risponde più per mancanza di tempo (e di educazione, aggiungo)? Le chat comuni che diventano una specie di riunione condominiale? What's app in cui emoticon, foto e ...

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Gli invidiosi che vorrebbero le suore solo chiuse in convento

scritto da Laura Badaracchi il 21/06/2014 in suor Cristina Scuccia, convento, religiose, preti, tv | lascia un commento

Chi l’ha detto che le suore devono restare chiuse in convento? Avanza o riemerge una cultura maschilista per cui i preti possono evangelizzare in discoteca, incidere dischi, andare in televisione, mentre le religiose dovrebbero attenersi alle “mansioni” tradizionali (di sacrestane, ecc.) in cui vuole confinarle l’immaginario collettivo, non solo cattolico? Domande che continuano ad affiorarmi dentro da quando ho assistito al linciaggio mediatico di suor Cristina Scuccia, vincitrice del talent “The Voice”. Invidie velenose da parte di “colleghi” cantanti già famosi o in erba, ma anche veementi accuse di protagonismo formulate da non credenti e credenti che la esortavano con parole volgari, offensive e spesso triviali a ritirarsi a vita “privata”. A cantare, al massimo, nel coro parrocchiale. O a insegnare musica all’asilo. Fatta sempre salva la libertà di opinione, forse va chiarito un equivoco di fondo. In clausura vivono soltanto quelle consacrate che fanno uno specifico voto e che scelgono ...

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