Archive for tag: povertà

Se il voto di povertà si annacqua: proposta alle suore per liberarsi del superfluo

scritto da Laura Badaracchi il 08/10/2015 in migranti, povertà, solidarietà, poveri, preti, suore, sobrietà, vita religiosa, voto, noviziato, beneficenza, missioni, seminaristi, superfluo | lascia un commento

Sobrietà, povertà, essenzialità: nella vita religiosa non sono un vezzo sinistrorso o una moda passeggera, ma un voto professato. Il voto di povertà, appunto. Che viene rosicchiato dalla quotidianità, se manca l’attenzione necessaria, e scivola nella comodità. In uno stile di vita che tende all’accumulo invece che alla donazione di sé e delle proprie cose. Invece della spoliazione, la vestizione: troppi cambi d’abito, troppi oggetti di cui si può fare a meno, troppo di tutto, in una voracità compulsiva senza fine.

È un rischio che corrono anche i laici, per carità. Ma ho davanti agli occhi esempi di suore quasi scarnificate dalla loro povertà, perché non dettata dal rigorismo ma da una oblazione autentica di loro stesse che risplendeva per femminilità e maternità spirituale, e al contrario testimonianze negative di coloro (preti, suore, religiosi, seminaristi) che si lasciano appesantire dalla zavorra, fino a dimenticare il senso profondo della ...

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Abbracci taroccati o autentici? No all'analfabetismo delle emozioni nelle comunità cristiane

scritto da Laura Badaracchi il 27/02/2015 in Chiesa, Comunità, Papa Francesco, povertà, crisi, poveri, movimenti ecclesiali, post, movimenti, mail, abbracci, abbraccio, relazioni, abbracciare, associazioni, gruppi, emozioni, analfabetismo, Commssione diocesana, contatto | lascia un commento

© Stefano Dal Pozzolo“Un abbraccio”. Al termine di post o di mail spesso si trova questo saluto finale, poco più di una postilla e poco meno di un intercalare. Virtualmente si possono abbracciare tutti, assoluti estranei o amici reali. Perché le parole scritte distrattamente su un sms o un tweet rischiano di svuotarsi e perdere il loro autentico significato, perdono carnalità e concretezza.

Quanto l’analfabetismo delle emozioni trova terreno di coltura nelle comunità cristiane (parrocchiali, religiose, presbiterali, di movimenti o associazioni)? È una domanda aperta, spalancata. Prima di ricevere la comunione, nella celebrazione della Messa, il sacerdote invita a scambiarsi “un segno di pace”, che anticamente era un abbraccio. Una consuetudine tornata in voga in alcuni movimenti e gruppi cattolici. Abbracciare implica un contatto fisico che si presume non formale con l’altra persona, uno sfiorarsi dei corpi. Modalità di saluto non formale, dunque. Si presuppone che sia così. Ma ci si ...

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Niente lutto per Karim, morto davanti alla chiesa “per cause naturali”

scritto da il 23/01/2015 in povertà, Caritas, Stazione Termini, homeless, Senza dimora, migra, Sant'Egidio | lascia un commento

SenzadimoraRomaAnzitutto straniero. Poi homeless. E pure giovane uomo, uno dei tanti migranti arrivati in Italia alla ricerca di una vita migliore. Invece di restare sepolto nel Mediterraneo, ha trovato la morte su un marciapiede, sulla soglia di una chiesa. Nella Città eterna, a Roma capitale, nel cuore del cattolicesimo dove migliaia di persone accorrono per vedere e toccare papa Francesco (che non si stanca di mettere i poveri al centro della sua vita e predicazione, ma sembra preso poco sul serio da chi lo applaude) questa non rappresenta una vergogna, un’onta da “mai più”.

Dopo il decesso di Gregorio, polacco trovato senza vita la mattina del 30 dicembre scorso all’Esquilino, non fa notizia la morte del trentenne tunisino Karim, spentosi nella notte tra venerdì e sabato scorso davanti alla parrocchia del Sacro Cuore, in via Marsala, di fronte alla stazione Termini. “Non risultano finora progressi significativi nell’ospitalità. Anzi, ...

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