Archive for tag: ecclesialese

Quella Madonna contemporanea nascosta nella folla di una stazione

scritto da Laura Badaracchi il 17/03/2015 in vita, fede, volontariato, associazione, figli, ecclesialese, mamma, madre, umanità, Madonna, coppia, croce | lascia un commento

Mai fidarsi delle apparenze. Mai giudicare qualcuno dalla prima impressione, dallo sguardo veloce e presuntuoso di chi pensa intuitivamente e si lascia tradire da una presunta esperienza in fatto di varia umanità. Occorre uno slancio profetico, uno spirito di discernimento, direi in linguaggio ecclesialese. Basta avere pazienza, riflettere e dare tempo all’altro di svelarsi, di deporre la iniziale ritrosia di fronte a una persona sconosciuta. O forse non basta. Umanità e “mestiere” giornalistico non possono bastare per riconoscere una Madonna di oggi, confusa tra migliaia e migliaia di altre persone alla stazione Termini. Sai in grandi linee cosa le è successo: due anni e mezzo fa ha perso una figlia di tre anni per una grave malattia incurabile. Poi, ti confiderà, non è riuscita ad avere altri figli. Quasi scompare nel suo cappottino chiaro, dietro i suoi occhiali grandi, il viso minuto. “Il dolore non passa mai, impari che dovrai conviverci ...

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Il buonismo natalizio ha stufato: è ora che le parrocchie aprano le loro porte

scritto da Laura Badaracchi il 21/12/2014 in Welfare, Minori, Papa Francesco, poveri, servizi, parrocchie, volontari, Vangelo, don Luigi Di Liegro, Natale, porte, collette, alimenti, diocesi, tavolata, minori stranieri non accompagnati, fratelli, sorelle, ecclesialese, Concilio | lascia un commento

maniBasta con le collette e le raccolte di alimenti: è tempo di uscire dalle parrocchie e lasciare le porte aperte. Perché i servizi per i poveri non possono essere gestiti burocraticamente. Ricordo in particolare un episodio: il compianto don Luigi Di Liegro, fondatore e direttore della Caritas diocesana di Roma (scomparso nel ’97), si arrabbiava vigorosamente con i suoi operatori se lasciavano attendere in fila, fuori dall’ostello o dall’ambulatorio in via Marsala, persone in piedi (donne con bambini, per esempio), in attesa di entrare. Perché secondo lui la porta doveva essere sempre aperta grazie ai volontari, non chiusa come quella di un ufficio municipale che funziona solo con il personale assunto e pagato.

Certo, l’organizzazione ci vuole, la prima accoglienza anche, ma penso che a livello ecclesiale il welfare debba compiere un deciso, coraggioso e profetico salto di qualità.Lo chiedono i segni dei tempi di cui parlava il ...

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