Archive for tag: Sacerdoti

Contagiati dalla connessione perpetua, il “prossimo” è sempre più viruale

scritto da il 15/02/2015 in Facebook, religiose, preti, laici, Vangelo, suore, movimenti, Sacerdoti, connessione, sindrome, web, computer, smartphone, sensi, vista, tatto, tastiera, sms, mail, chat, religiosi, cristiani, media, Antonio Pascale | lascia un commento

pretiSembrerà paradossale, ma forse esisteva maggiore comunicazione quando funzionava tramite piccioni viaggiatori o messaggi affidati al mare in una speranzosa bottiglia. Non sto scherzando. L'iperconnessione genera in modo compulsivo-ossessivo una proliferazione di parole lanciate nel mare magnum di web, smartphone e computer che si perdono in un magmatico nulla. Fra i cinque sensi, la vista prevale di netto sull'udito (e sull'ascolto), gusto e olfatto restano sullo sfondo degli schermi perennemente accesi. E il tatto? Virtuale. Al massimo sulla tastiera si possono pigiare elementi freddi, di plastica. Sì, a volte la batteria scalda un po', ma anche questa definirla emozione tattile sarebbe preoccupante.

E allora? I contatti a migliaia? Gli amici su Facebook? Gli sms e le mail a cui non si risponde più per mancanza di tempo (e di educazione, aggiungo)? Le chat comuni che diventano una specie di riunione condominiale? What's app in cui emoticon, foto e ...

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Né eroi né santini, solo malati. Che la chiesa deve sdoganare senza pietismo

scritto da Laura Badaracchi il 09/02/2015 in Disabilità, Lourdes, Carlo Maria Martini, Sacerdoti, Malattia, Giornata mondiale del malato | lascia un commento

Da ventitré anni l’11 febbraio, memoria liturgica della Madonna di Lourdes, la Chiesa celebra la Giornata mondiale del malato, che nell’Angelus di domenica 8 febbraio papa Francesco ha definito “la carne di Cristo”. Quindi non “oggetto” di pietismo, ma protagonista di una testimonianza autorevole, di esempi e parole dal valore magisteriale, cioè di insegnamento vincolante per la vita cristiana.

cuccariniChi vive la malattia nella fede spesso lo fa nel nascondimento per scelta, oppure viene celato perché la sofferenza non è qualcosa di bello da guardare e il dolore è una cattedra da cui si fa fatica a imparare. Eppure tante persone concrete, malate o con disabilità permanenti, ti insegnano con limpidezza assoluta la voglia di vivere e come approcciarti all’esistenza in modo davvero “sano”, autentico e realista.

Perché allora nascondere questi tesori di sapienza? Perché non dar loro voce durante le omelie domenicali, o prima ...

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