Gli sbarchi dei migranti non vanno in vacanza. Lo sanno bene a Palermo gli “anonimi” volontari della Caritas che si impegnano a fianco di persone che non hanno mai visto prima. Si conoscono in circostanze drammatiche, difficili. Arrivano dove le istituzioni non riescono ad arrivare. Hanno motivazioni e umanità, mescolati ai loro limiti. Con l’aiuto della Caritas palermitana possiamo scoprire le storie e i volti di due fra loro, fra i tanti che si rimboccano gratis le maniche. Chi glielo fa fare? «Non pensavo di riuscire a essere così utile per queste persone e tutto questo mi dà una grande gioia. Ho cinque figli e guardo questi ragazzi come se fossero i miei figli. Loro mi chiamano “papà Africa”, perché mi vedono più grande e hanno bisogno soprattutto di ricevere calore e fiducia», racconta commosso Salvatore Lupo: 65 anni, pensionato, ex ferroviere, residente nel quartiere popolare di Falsomiele. E aggiunge: «Questo ...