pretiSembrerà paradossale, ma forse esisteva maggiore comunicazione quando funzionava tramite piccioni viaggiatori o messaggi affidati al mare in una speranzosa bottiglia. Non sto scherzando. L'iperconnessione genera in modo compulsivo-ossessivo una proliferazione di parole lanciate nel mare magnum di web, smartphone e computer che si perdono in un magmatico nulla. Fra i cinque sensi, la vista prevale di netto sull'udito (e sull'ascolto), gusto e olfatto restano sullo sfondo degli schermi perennemente accesi. E il tatto? Virtuale. Al massimo sulla tastiera si possono pigiare elementi freddi, di plastica. Sì, a volte la batteria scalda un po', ma anche questa definirla emozione tattile sarebbe preoccupante.

E allora? I contatti a migliaia? Gli amici su Facebook? Gli sms e le mail a cui non si risponde più per mancanza di tempo (e di educazione, aggiungo)? Le chat comuni che diventano una specie di riunione condominiale? What's app in cui emoticon, foto e ...