La mia band suona il rock. CristianoLa mia band suona il rock. Cristiano

Jo Di Nardo, chitarrista del Kantiere Kairòs, racconta come si può annunciare il Vangelo in musica anche nelle piazze e per le strade. Il loro brano “Un passo oltre” è l’inno della 37a marcia francescana, che culminerà il 2 agosto con la festa del Perdono di Assisi: lo canteranno dal vivo

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Appena tredicenne già suonava la chitarra alle feste dell'Azione cattolica ragazzi. Perché si può annunciare il Vangelo in musica anche nelle piazze e per le strade. Ne è convinto Jo (Giuseppe) Di Nardo, chitarrista professionista e insegnante. Stasera con la band di rock cristiano Kantiere Kairòs, che ha ideato insieme a suo fratello Gabriele (batterista), suonerà in concerto a Casa Frate Jacopa, delle suore francescane alcantarine, e domani pomeriggio in piazza a Santa Maria degli Angeli, davanti alla basilica della Porziuncola. Ad Assisi, infatti, si celebrerà la festa del Perdono e nella città di San Francesco confluiranno migliaia di giovani che hanno compiuto la 37° Marcia francescana. Kantiere Kairòs ha siglato l’inno di questa edizione, intitolato “Un passo oltre”.

«L’idea iniziale che ci ha spinto a fondare il gruppo è proprio quella di evangelizzare attraverso la musica. Le persone che ci ascoltano hanno voglia di sentire la nostra storia, capire perché facciamo i concerti, sapere il vero motivo che regge tutto quanto. Non c’è bisogno di aspettare nessuno per parlare di Dio: noi lo facciamo in musica; c’è chi lo fa sul posto di lavoro. L’importante è parlare di Dio comunque, dove ci si trova, farsi luce e candela nel luogo in cui si vive – sottolinea –. Noi facciamo canzoni e abbiamo l’occasione di conoscere più persone in diversi luoghi, ma qualsiasi persona che ha avuto il suo incontro con Cristo può testimoniarlo». E aggiunge: «Ognuno di noi vive ansie, angosce, difficoltà, ma parlare di Cristo, di Maria, di Dio non è tabù: possiamo farlo tutti, raccontando il nostro cammino di conversione nel quotidiano».

«Per la prima volta siamo tutti insieme come gruppo ad Assisi. Io ho partecipato alla festa del Perdono nel 2001, con un pellegrinaggio parrocchiale; c’era anche Emanuela, che poi è diventata mia moglie – racconta Jo –. Ad aprile di quest’anno ci siamo tornati con i nostri due figli, Francesco ed Elena». Il santo di Assisi accompagna la sua famiglia, insieme a san Francesco di Paola, discepolo del patrono d’Italia. E con semplicità il chitarrista mette a disposizione il talento nella musica a servizio del Vangelo: «È un’idea maturata lentamente, come quella di creare un gruppo. Vent’anni fa, a un concerto del Gen Verde, avevo pensato a una band con persone di diverse fedi che cantassero un amore universale, chiamando ciascuno Dio con il proprio nome. Poi ad Assisi strinsi amicizia con il Gen Rosso», altro gruppo musicale del movimento dei Focolari».

Oggi con il Kantiere Kairòs Jo – insieme al fratello Gabriele, ad Antonello Armieri (voce, chitarra acustica, autore dei brani), a Davide Capitano (basso) e a Roberto Sasso (tastiere) – vuole rivolgersi non solo «alle persone che credono già, ma a quelle che sono semplicemente distanti dalla Chiesa o che hanno perso la speranza. Con un linguaggio rock, che suscita curiosità, interesse, lanciamo in parole e musica un messaggio differente: quello del perdono, dell’amore di Dio per tutti. Proviamo a seminare speranza, non possiamo sapere quale sarà il frutto, se germoglierà fra qualche mese o qualche anno. Ma una parola rivolta a una persona, che in quel momento pensava a qualcosa di negativo, può essere una scintilla che le cambia la vita». Così «il Kantiere è diventato una missione a tutto tondo; la musica è quello che facciamo ma il messaggio va al di là di quello che facciamo: dopo i concerti ci fermiamo a parlare con chi ci ha ascoltato e ci dice di essere stato toccato dai temi che affrontiamo. Ma non siamo missionari, solo persone che vivono la vita di tutti quanti e vanno in giro cercando di raccontare come la fede aiuta a fare ogni giorno “un passo oltre”».

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© Redattore sociale