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D’accordo, prima vengono loro, le Missionarie della carità fondate da madre Teresa, proclamata santa il 4 settembre. Con il sari bianco orlato di blu, il crocifisso sulla spalla, vivono le loro giornate pregando e servendo i poveri. Ma accanto a loro, intorno a loro, un esercito silenzioso di volontari senza etichette né gerarchie. Persone affascinate dalla santa di origine albanese, o dal suo carisma, che sostengono la sua opera nel mondo con donazioni di denaro, di abiti e cibo, di detersivi e quanto è necessario per l’igiene personale, di passaggi in macchina e biglietti aerei. Rendono possibile l’agire continuo della Provvidenza con i loro portafogli ma soprattutto con le loro mani, braccia, piedi, volti. Sposano gli ideali della Madre pur restando nel mondo, non professando i voti religiosi e non vivendo h24 con i poveri. Però spendono brandelli del loro tempo, delle loro energie, della loro passione, delle loro giornate, perché farlo li fa sentire in pace, felici, sereni, sempre inquieti con la loro coscienza.

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I volontari di madre Teresa (nella foto Gabriele, aviatore, a Calcutta) non hanno età, colore, sesso, religione, partito. Non vanno sui giornali, non cercano visibilità, non amano ostentazione, proprio come i Missionari e le Missionarie della carità. Fanno il loro servizio, dal lavare i pavimenti all’aiutare in cucina, nel nascondimento e nel silenzio, con le motivazioni più diverse. Non sono consorziati, non hanno loghi né divise. Non puoi riconoscerli tra la folla, non hanno bandiere né distintivi. Alcuni fanno i medici, altri gli infermieri, altre le casalinghe, altri i banchieri. Di tanti non si conosce il passato, le suore non glielo chiedono. Loro dicono solo, a chi esprime il desiderio di fare il volontario: “Come and see”, “Vieni e vedi”. Non parole, spiegazioni, ma contatto spiccio con la realtà cruda dei poveri, di stracci da lavare e pavimenti da lustrare, di patate da sbucciare e sugo da preparare. C’è chi viene una volta sola e chi invece tutte le settimane. Tutti vengono accolti, nessuno giudicato. Una flotta di invisibili che porta avanti il carisma di madre Teresa: amare i più poveri tra i poveri, perché sono la carne di Cristo, direbbe papa Francesco.

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