papa Francesco diaconato

Sembra che i membri della nuova Commissione per lo studio del diaconato femminile, istituita ieri da Papa Francesco, siano saltati sulla sedia alla notizia: sono arrivati prima gli auguri di amici e conoscenti della comunicazione ufficiale. Ma tant’è: dal 2 agosto è una realtà la Commissione di studio sul diaconato femminile, che il pontefice argentino aveva annunciato di voler costituire il 12 maggio scorso. In due mesi e mezzo l’ipotesi formulata davanti alla platea di 900 superiore generali di suore, e da loro stesse sollecitata, è diventata una realtà.

E si tratta di una novità assoluta nella storia ecclesiale, anche per quanto riguarda la composizione stessa del gruppo: 6 donne e 6 uomini, con un rispetto assoluto delle pari opportunità. Le italiane sono 3: suor Mary Melone, francescana e rettore della Pontificia Università Antonianum; Michelina Tenace, docente di teologia fondamentale alla Gregoriana (l’ateneo pontificio retto dai gesuiti nella capitale); Francesca Cocchini, professoressa di Storia del cristianesimo e delle chiese all’Università La Sapienza e di patrologia fondamentale all’Istituto “Augustinianum”.

«La cosa più importante è che il Papa ha ascoltato le donne, una richiesta che veniva da parte delle religiose che lo hanno incontrato e poi ha composto per la prima volta nella storia della Chiesa una Commissione composta per metà da donne. Questa è la prima volta e costituisce un precedente molto importante per le future Commissioni», ha sottolineato la storica Lucetta Scaraffia – direttrice del periodico “Donne chiesa mondo” allegato al quotidiano “L’Osservatore Romano” della Santa Sede – in un comunicato diffuso dalla casa editrice Città Nuova, per la quale ha pubblicato con Giulia Galeotti il volume La Chiesa delle donne: un libro che aiuta ulteriormente a comprendere l’importanza straordinaria della decisione compiuta da Papa Francesco. 

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