CoratoPassati i funerali, si tendono ad archiviare rapidamente nel dimenticatoio le vittime, per esorcizzare la morte e i problemi che l’hanno causata. Succederà anche con la tragedia sulla linea ferroviaria Corato-Andria, fagocitata ben presto mediaticamente dalla strage di Nizza e dal golpe fallito in Turchia. Una situazione critica fagocita l’altra, nel circo mediatico. E sulla ribalta delle prime pagine finiscono fatalmente gli ultimi orrori della cronaca. I credenti organizzano veglie di preghiera, credenti e non credenti costruiscono quegli altari laici fatti di peluche e lumini e fiori. Poi tutto sembra scivolare nella retorica, e ancora più rapidamente nell’oblio.

Non può essere così per chi crede nella risurrezione e nel fatto che siamo, realmente, fratelli e sorelle. I parenti non lasciano da soli i propri cari che hanno vissuto un lutto inspiegabile, improvviso, violento. E le preghiere, da sole, non possono e non devono bastare. Per questo mi ha particolarmente colpito l’iniziativa della Caritas italiana, che si è impegnata con 50mila euro per la costituzione di un fondo, al quale chiunque può aderire e incrementare con le offerte. La tragedia ferroviaria, infatti, ha colpito direttamente anche la Caritas diocesana di Andria, come spiega il direttore don Mimmo Francavilla: «Tra le vittime, la mamma di un collaboratore del magazzino Caritas, una ragazza che aveva partecipato al corso "Credito alle idee" con un progetto finanziato dall'8xmille. Tra i feriti, ragazzi che avevano partecipato all'Anno di volontariato sociale e che, universitari, erano andati a Bari per sostenere gli esami».

La Caritas diocesana di Andria coordina gli interventi di accompagnamento delle famiglie che hanno subito il lutto delle diocesi pugliesi coinvolte (Trani-Barletta-Bisceglie, Molfetta-Ruvo-Giovinazzo-Terlizzi). «Tra gli interventi previsti, quelli di sostegno alle famiglie delle vittime del disastro, in particolare quelle con minori e studenti perché non vedano compromesso il proprio futuro. Saranno inoltre integrati i redditi delle famiglie private di un genitore e saranno promossi alcuni “sogni e progetti” che alcune vittime stavano elaborando e di cui la Caritas era già a conoscenza. Si procederà – spiega don Mimmo – con un ascolto diretto e indiretto delle singole situazioni, affidandosi alla preziosa collaborazione dei parroci e degli animatori delle Caritas parrocchiali. La generosità di tutti i fedeli sarà preziosa in questa fase, perché si possano dare risposte concrete e non si lascino sole nel dolore i familiari delle vittime». Chi volesse contribuire può rivolgersi alle parrocchie della diocesi di Andria, contattare la Caritas diocesana tramite il sito www.caritasandria.com.

Don Raffaele Sarno, direttore della Caritas diocesana di Trani-Barletta-Bisceglie, invita a «risposte di prossimità» e fornisce anche i dati per contribuire al fondo istituito da Caritas Italiana, specificando la causale “incidente ferroviario”:

a) conto corrente postale 96645221 Archidiocesi Trani-Barletta-Bisceglie-Caritas, Via Malcangi 76, 70059 Trani (oppure, per transazione tramite banca, codice IBAN IT44 Y076 0104 0000 0009 6645 221);

b) Caritas diocesana, Banca Prossima IT22 J033 5901 6001 0000 0104 984