gualdo 3Sono belle notizie da divulgare: nel pomeriggio del 6 aprile sono arrivati al convento francescano della Santissima Annunziata di Gualdo Tadino, accompagnati dagli operatori e dalla direttrice della Caritas diocesana di Assisi suor Elisa Carta, i 12 profughi provenienti da Senegal, Ghana e Nigeria, musulmani e cattolici. Sono molto giovani, la loro età va dai 18 ai 35 anni; la maggior parte ha lasciato il proprio Paese alla ricerca di un futuro migliore in Nord Europa. In molti casi la loro permanenza in Italia costituirà solo una tappa che li ricongiungerà ai familiari ormai stabiliti in altri Paesi europei o li porterà a cercare un lavoro.

«La Caritas provvederà agli operatori stabiliti secondo le normative vigenti, a una formazione scolastica e in generale alla necessaria mediazione culturale e linguistica. I frati minori sono impegnati principalmente nella disponibilità della struttura di accoglienza, che comprende gran parte dell’area conventuale. Ma saranno presenti anche con gli stessi frati che abitano il convento di Gualdo Tadino, padre Emidio Paesani e padre Mario Misseri», informano in un comunicato. Ed è questo il passaggio importante: non dare solo locali, mura, stanze, pur importanti e fondamentali nell'accoglienza, ma tempo, vita, coinvolgimento concreto. I frati, in sostanza, si "sporcheranno le mani" per fare lavori di allestimento, sistemazione; "perderanno tempo" con i migranti per cercare di capire le loro motivazioni e ascoltare le loro storie; si "comprometteranno" nel senso di coinvolgersi nelle loro vite non soltanto per la condivisione di locali conventuali. Insomma, il convento di Gualdo Tadino diventerà una scuola concreta di convivenza e integrazione, non soltanto un luogo ospitale dalle porte aperte. È esattamente questo che intendeva papa Francesco quando ha invitato i religiosi ad «aprire i conventi ai rifugiati»: mettere a disposizione se stessi, oltre che la propria casa, a fratelli e sorelle in cerca di un futuro migliore. Significa modificare i propri ritmi di vita, le proprie abitudini, le proprie sicurezze e comodità, per far posto all'altro nell'esistenza e nella quotidianità delle proprie giornate.

Il convento dei frati minori di Gualdo Tadino non è nuovo a esperienze di questo tipo: alcuni anni fa, dal mese di luglio 2011 al mese di febbraio 2013, altri 18 profughi hanno trovato accoglienza presso la Santissima Annunziata. Anche allora erano tutti uomini, 16 musulmani e 2 cattolici.

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