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Domani il pontefice incontra tra gli altri la piccola Bea, rinchiusa “come in un’armatura” a causa di una rarissima malattia allo scheletro. Un altro gesto di Francesco che pungola ogni parrocchia e ogni comunità che voglia essere davvero cristiana

Domani, 4 settembre, papa Francesco incontrerà Bea, tre anni e mezzo, insieme a sua madre Stefania (nella foto) e a suo padre Alessandro.
«Il nostro pensiero sarà quello di portare al Santo Padre non solo le difficoltà di nostra figlia, ma di tutti i bambini malati», hanno dichiarato i suoi genitori, che saranno in piazza San Pietro durante l’udienza generale, in prima fila con la loro piccola. Vicino a loro, tante altre persone disabili e malate con i loro accompagnatori, che al termine dell’udienza il pontefice abbraccerà, benedirà, saluterà uno per volta con tenerezza.

Beatrice ha una malattia allo scheletro ancora sconosciuta, che dall’età di due mesi le sta calcificando le articolazioni, portando il suo corpo a irrigidirsi completamente. «È imprigionata in un’"armatura"», scrivono i genitori nella pagina Facebook, che regista oltre 121mila “Mi piace”. Alcuni l’hanno definita “la bimba di pietra”, dato che non può muoversi né sedersi: un’espressione per semplificare in modo la condizione di disabilità vissuta dalla bambina, che «vive come una piccola statua di marmo», ha detto la mamma. Beatrice ha bisogno di cure costose e di sottoporsi a visite specialistiche all’estero; per creare una catena di solidarietà, fra qualche settimana nascerà l'associazione "Gli Amici del mondo di Bea".

«La cosa terribile è che questo male non si ferma mai, è progressivo e gli innumerevoli specialisti e ospedali non hanno saputo dirci di cosa si tratta, essendo questo l'unico caso al mondo. Intanto il nostro angelo cresce neurologicamente adeguato o forse superiore ai bambini della sua età. Chiediamo solo di essere ascoltati, perché anche nostra figlia ha diritto a vivere una vita dignitosa per ripagarla anche solo un minimo di tutto quello che le è stato portato via», aggiungono Stefania e Alessandro.

L’attenzione che papa Francesco riserva continuamente alle persone disabili è un invito esplicito ai cattolici, in primo luogo, e a chiunque voglia far spazio nella sua vita a tutti, senza distinzioni. I suoi gesti rappresentano un pungolo per ogni parrocchia, gruppo ecclesiale, comunità che voglia essere davvero cristiana. Il prossimo 4 ottobre, Bergoglio atterrerà con l’elicottero alle 7.45 nel campo sportivo dell’Istituto Serafico di Assisi, che accoglie giovani pluriminorati gravi da tutta Italia. Toccando per la prima volta nella sua vita la terra francescana, ha voluto che i primi sorrisi, sguardi e abbracci fossero proprio per loro.
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