Per esplorare quelle che papa Francesco chiama «le periferie esistenziali», basta guardarsi intorno con occhi e cuore ben aperti e attenti. Come hanno fatto le suore orsoline del Sacro Cuore di Maria a Caserta alcuni anni fa, inaugurando la comunità di accoglienza “Casa Rut” in un appartamento al centro della città campana. Obiettivo? Dare una chance a ragazze nigeriane e dell’Est europeo, vittime di tratta, decise a uscire dalla vita di strada. Dal ’97 a oggi ne hanno accolte alcune centinaia e dal 2004 la cooperativa sociale di sartoria etnica “NeWhope” dà loro un’opportunità lavorativa: confezionano coloratissime tovaglie e borse, presine e portapenne, bomboniere e molto altro.

Suor Rita Giaretta di Casa Rut a Caserta
Suor Rita Giaretta

Domenica 16 giugno le ospiti di “Casa Rut”, insieme alle suore, ai volontari e a tanti amici arrivati da Formia, hanno festeggiato nella parrocchia di San’Augusto il battesimo di due gemelline, Mirable e Miracle, nate il 26 settembre dello scorso anno nell’ospedale di Sessa Aurunca. Già il loro nome è “programmatico”: Vicky, la loro mamma nigeriana, le ha fortemente volute e protette, scegliendo di ricordare questo “miracolo” ogni volta che le chiama. È arrivata a “Casa Rut” quando le neonate avevano un mese. Ne sono passati altri otto, di mesi, e Vicky ha sentito il desiderio di chiedere il battesimo per le sue figlie. «Dio non mi ha abbandonato, non mi ha lasciata nel buio: sta guidando la mia vita. Mi sta donando la sua luce e ora posso guardare avanti con speranza. Questa luce di Dio voglio ora che abiti anche nel cuore e nella vita delle mie figlie», ha confidato alle religiose.

Sono passate settimane in questo spazio caldo e familiare per iniziare a ricostruire la sua dignità di donna, calpestata dalla prostituzione coatta. «Mamma Vicky ha capito che il dono più grande che può dare alle sue figlie è la forza dell’amore di Dio che continuerà a manifestarsi anche attraverso il suo amore e quello di tante persone amiche che con lei continueranno a farsi pane di vita e profumo di speranza», commenta suor Rita Giaretta, vicentina, responsabile di “Casa Rut”. E dopo la cerimonia, semplice e partecipata, ha aggiunto: «La cosa che ci ha fatto più piacere è stata vivere e respirare insieme il senso della famiglia, dell'unità».

Ecco un primo, piccolo spicchio di Chiesa sociale («del grembiule», diceva il vescovo Tonino Bello), che si mette a servizio degli altri generando relazioni vere e autentica condivisione. Grazie anche alla capacità di Miracle e Mirable di catalizzare attorno a loro energie vitali, positive e soprattutto gratuite, disinteressate: spesso i piccoli possiedono la sapienza inconsapevole di scovare negli adulti tracce d’innocenza sepolte o ben nascoste.

Canale YouTube di “Casa Rut”.